IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI E NUOVO PALAZZO DELL'HOCKEY («PALAISOZAKI»)
Corso Sebastopoli, corso Galileo Ferraris, corso Agnelli - 10100 TORINO (TO)
   
   
 
Foto aerea del complesso negli anni ottanta
Fonte immagine:
TIPOLOGIA:
• Sport e benessere
• Impianto sportivo

USO ATTUALE:
• Impianti sportivi (piscina, stadio, atletica) e Palahockey

USO STORICO:
• Piscina, Stadio, palazzetto per eventi sportivi e non

CONDIZIONE GIURIDICA:
• Proprietà pubblica

PROGETTO E REALIZZAZIONE 1929 - 1933
• Contardo Bonicelli

AMPLIAMENTO 2003 - 2006
• Luciano Cenna
• Mauro Bozzola

PROGETTO E REALIZZAZIONE 2004 - 2006
• Studio Archa

SCHEDE CORRELATE:
Il complesso nasce nel 1932 per sostituire gli impianti sportivi costruiti nell’area della seconda piazza d’Armi nel 1910-1911. È pensato per soddisfare sia la pratica sportiva, in una città in continua crescita, sia le esigenze delle manifestazioni di massa del regime. La realizzazione degli impianti è assegnata dalla Municipalità mediante tre diversi concorsi. Lo stadio comunale Vittorio Pozzo, già Mussolini, è opera dell’architetto romano Raffaello Fagnoni e degli ingegneri Dagoberto Ortensi ed Enrico Bianchini; il campo d’atletica e la torre dell’acqua (detta Maratona) sono dell’architetto Brenno Del Giudice e degli ingegneri Aldo Vannacci e Gustavo Colonnetti; la piscina coperta è dell’architetto Contardo Bonicelli e dell’ingegner Antonio Villanova.
I lavori iniziarono nel 1932 e l'opera venne inaugurata il 14 maggio 1933 dal Segretario del Pnf, Achille Starace, in occasione dell'inizio dei Littoriali. Il complesso restò in attività – cambiando nome – sino alla fine degli anni '80, quando allo Stadio comunale toccò un declino accelerato, dovuto all'apertura del nuovo Stadio Delle Alpi. In occasione delle Olimpiadi del 2006 l'intera area è stata profondamente trasformata, fino ad assumere un ruolo nuovamente centrale per la città: Il nuovo Palahockey, destinato oggi a manifestazioni sportive e spettacoli di vario genere, ha sostituito il campo di atletica; lo stadio (ora «Olimpico») è stato ristrutturato e in parte coperto (progetto Ing. Mauro Bozzola, arch. Giovanni Cenna, arch. Luciano Cenna), e ospita oggi le partite in casa del Torino; la torre Maratona - in origine torre dell'acqua per tutto il complesso -, assai degradata, è stata restaurata.

Nel vasto lotto, di forma quasi quadrata, lo stadio è disposto diagonalmente rispetto alla maglia viaria, mentre il PalaHockey (che insiste sull'area già occupata dal campo di atletica) segue l'orientamento della Piazza d'Armi così come la piscina, che occupa uno spigolo del lotto affacciando su corso Galileo Ferraris. Le forme essenziali dello stadio degli anni trenta, quasi tutto realizzato in cemento armato, sono oggi sfumate da una nuova veste composita e tecnologica, dovuta alla presenza del terzo anello di gradinate, della struttura in acciaio, e della dotazione in tutti i settori di posti a sedere che hanno ridotto a poco più di 26,000 posti la capienza originaria, di 65,000 posti in piedi.
La piscina, vincolata dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, mantiene esternamente il suo aspetto originario, con la facciata simmetrica, di gusto art déco. Di grande interesse è la struttura dell'edificio: sette portali in cemento armato, con la vasca natatoria rialzata dal suolo (uno dei pochi esemplari in Italia) realizzata anch'essa in cemento armato. L'intero impianto è stato ristrutturato e riaperto nel 2006. Il palahockey (da oltre 12,000 posti, progetto Arata Isozaki, Studio Archa, Pierpaolo Maggiora) è composto da un volume di 183x100 metri sospeso su una base alta 5 metri vetrata verso il parco, e ricoperto da pannelli di acciaio «bugnati». La struttura, che richiedeva una notevole luce libera, è anch'essa in acciaio. Per ridurre al massimo l'altezza dell'edificio la pista di hockey è stata posizionata a quota –7,50m e le tribune si sviluppano in parte interrate e in parte fuori terra. Questa soluzione ha permesso di evitare la presenza di ingombranti scale di uscita di sicurezza, trasformandole in brevi percorsi di immediata uscita dalle tribune verso l'esterno. Il pubblico, entrando nell'impianto, si trova a metà delle tribune e scende o sale a cercare il proprio posto.

ARCHITETTURE MODERNE NEI DINTORNI:
A circa un km in linea d'aria si trova il complesso dell'ex-villaggio olimpico e degli ex mercati generali (vedi schede).

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:
Il complesso è aperto in occasione di manifestazioni sportive, concerti, etc... La piscina Stadio è aperta normalmente per la pratica sportiva.

FONTI:
A. Magnaghi, M. Monge, L. Re, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995
M. FIlippi, F. Mellano, Agenzia per lo svolgimento dei XX giochi olimpici invernali Torino 2006. 2. Cantieri e opere, Electa, Milano 2006

, Lo Stadio Mussolini a Torino, in L'Architettura Italiana - periodico mensile di architettura tecnica n. XI, fasc. 9, 1933
AA.VV., Monografia Torino 2006, in Il Giornale dell'Architettura n. 37, febbraio, 2006


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