Hans Arp pittore dadaista

Pittore, poeta e scultore francese Hans Jean Arp nacque a Strasburgo il 16 settembre 1887 da padre tedesco e mamma alsaziana. E’ stato un grande artista, poliedrico e versatile, autore di opere di grande importanza nel periodo in cui si diffuse la corrente dell’arte moderna che spazia dal cubismo al surrealismo.

Arp frequentò dapprima la scuola delle Arti e Mestieri della sua città poi la Kunstschule di Weimwr e l’Accademia Julian di Parigi. Fu proprio nella capitale francese che nel 1904 pubblicò le prime poesie e nel 1911 il libro Rune e scritti bizzarri, a carattere intimistico. Parigi è la città in cui la sua attività cominciò a dare i primi frutti ed è qui che prese parte al movimento del Blaue Reiter e nel 1913 si avvicinò all’avanguardia parigina.

Per evitare di dover combattere nella prima guerra mondiale scappò in Svizzera e nel 1916 a Zurigo fondò con altri artisti il Dadaismo. Qui conobbe quella che nel 1921 sarebbe diventata la sua consorte, Sophie Taeuber, pittrice e tessitrice con la quale lavorò anche a diverse sperimentazioni, tra cui schemi astratti per arazzi e tessuti. Dopo il conflitto mondiale andò in Germania e insieme a Johannes Theodor Baargeld e Max Ernst fondò il nucleo dadaista di Colonia.

E’ nel 1925 che si avvicina al Surrealismo partecipando alla prima esposizione dei rappresentanti di questa corrente alla galleria Pierre di Parigi ma già negli anni Trenta si allontanò da loro. Si avvicinò al movimento astrattista e nel 1932 prese parte alla fondazione di Abstraction-Creation. L’avvicinarsi di un nuovo conflitto mondiale lo portò nel 1942 a tornare nuovamente a Zurigo, città in cui l’anno seguente venne a mancare la moglie.

Il grande successo della critica lo ricevette nel dopoguerra quando espose le sue opere scultoree e pittoriche in diverse mostre in giro per il mondo ottenendo notevoli riconoscimenti. Col passare degli anni si dedicò sempre più alla scultura e nell’ultima parte della sua vita realizzò maestose opere commissionategli da enti pubblici. Anche la sua produzione poetica gli regalò enormi soddisfazioni e diversi riconoscimenti. Hans Arp morì a Basilea il 7 giugno del 1966.

Hans pittore dadaista

Hans Jean Arp ha sperimentato forme nuove dell’arte figurativa utilizzando i collages, i papiers déchirés e frammenti e pezzi di materiali diversi fra loro. Come altri appartenenti al mondo delle arti moderne, Arp ha sviluppato il concetto di inventare nuove realtà rinunciando a riprodurre la realtà già esistente. Molti suoi lavori erano frutto del caso, come ad esempio il lasciar cadere piccoli pezzi di carta e poi decidere di fissarli come erano caduti. Del suo primo periodo a Zurigo rimangono molte opere astratte, collage, rilievi in legno monocromo, sculture realizzate con rifiuti policromi fissati con chiodi sporgenti.

Ricordiamo Costellazione di cinque forme bianche e due nere, Variazione III, del 1932 al Guggenheim Museum di New York e il Ritratto delle ombre Tzara o Configurazione del 1916, Exposition à l’Ancienne Douanne di Strasburgo. Gli anni Trenta furono dedicati prevalentemente alla scultura utilizzando materiali molto diversi tra loro per dare vita a oggetti dalle superfici levigate e dai volumi rigorosi. Sperimentò anche l’uso di forme espressive plastiche in una costante ricerca di nuove forme e materiali. Alcuni suoi lavori di questa fase hanno come tema quello dell’erotismo come Concrétion humaine del 1935 esposto al Musée national d’art moderne di Parigi.

Nel 1953 realizzò Pastore di Nuvole, una grande installazione per la città universitaria di Caracas e nel 1957 un’altra notevole realizzazione per l’Unesco. E’ del 1954 il premio per la scultura alla Biennale di Venezia. Tra i suoi capolavori scultorei ricordiamo L’idolo del Conigli del 1964 appartenente alla Collezione Stoffel ad Heerbrugg. Le retrospettive di New York nel 1958 e di Parigi nel 1962 gli tributarono un successo internazionale che proseguì anche quando Arp scelse di dedicarsi alla poesia, sua grande passione, e alla scrittura di saggi sia in francese che in tedesco. Il museo Correr di Venezia nel 2006 ha allestito una mostra con 140 opere per celebrare la vita artistica e amorosa di Hans Arp e Sophie Taeuber.

La legge del caso

La realtà materiale è la sola che gli esseri umani avvertono perché è l’unica che si manifesta in forme concrete e tangibili. Hans Arp ha provato, attraverso la sua spontanea creatività, a ricercare l’essenza spirituale della realtà. E’ un concetto che appartiene alla scuola dadaista di cui Arp è stato un grande esponente: affidarsi alla casualità per far fuoriuscire l’inconscio dell’uomo senza dare spazio alla razionalità. La legge del caso è una corrente di pensiero appartenente anche ai gruppi di avanguardia che diedero vita alla scuola dei surrealisti e degli espressionisti astratti.

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