La storia del bagno attraverso i secoli

La storia del bagno attraverso i secoli

Anche il bagno ha una sua storia: vi siete mai soffermati, anche solo per un attimo, a pensare cosa significherebbe non averlo in casa?

Il water

Il water altro non è che un apparecchio sanitario la cui forma ricorda quella di un grande vaso (non a caso viene anche chiamato vaso sanitario) all’interno del quale depositare i prodotti di scarto del corpo umano (in particolare feci ed urina).

Questi vengono poi sospinti verso le fognature grazie ad un potente getto d’acqua azionato dall’utente che, finite le operazioni di cui sopra, deve evitare che la stanza serbi ricordo visivo ed olfattivo della sua presenza…

Il vaso può essere costruito in vari materiali, ma il più utilizzato resta comunque la ceramica. Non è raro trovare anche oggetti in metallo, soprattutto in acciaio, in vetro oppure ancora in resina.

Cenni storici

Sappiamo che il primo water nacque tra il 3000 ed il 1500 a.C., ma non sappiamo se ad inventarlo furono i Greci o gli Scozzesi. Entrambe le popolazioni infatti hanno lasciato insediamenti in cui sono presenti canali di scolo che lasciano presagire la conoscenza di tecniche di scarico.

A Roma invece si diffusero i bagni pubblici e comunali. Le latrine qui funzionavano grazie al riciclo di acqua piovana e gli scarti finivano in un pozzo nero.

Nel Medioevo si diffuse l’abitudine di affidarsi al proprio vaso da notte o a sedie dotate di buco all’interno del quale era presente un grosso recipiente.

Soltanto nel 1596 John Harrington inventò un prototipo di water da interno. Si trattava di una sedia a cui era collegato un recipiente colmo d’acqua attivabile mediante rubinetto. Una botola posta al di sotto poi lasciava defluire gli scarti in un pozzo nero.

Nel 1700 l’idea venne migliorata da Cummings che aggiunse un sifone. Soltanto nella Francia del 1883 comparve il primo water moderno. Nel corso dell’età industriale venne quindi migliorata la rete fognaria e, a partire dal ‘900, l’invenzione si diffuse in maniera capillare.

Le tipologie

Esistono vari modelli di water che si differenziano per la presenza o meno di un piedistallo, perché totalmente installati a parete (i cosiddetti orinatoi) o all’interno del pavimento (alias vasi alla turca) o perché nati con struttura a tunnel.

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Per quanto riguarda l’installazione, le dimensioni e le modalità di posa esistono infine delle normative standard a cui gli addetti al settore edilizio devono attenersi.

Come funziona un water?

Ad un primo sguardo quello che si nota è ovviamente il vaso di colletta e nella maggior parte dei casi una tavoletta ribaltabile pensata per rendere la sosta sul water un po’ più comoda.

Il vaso è collegato ad una tubatura che porta il materiale qui depositato alle fosse biologiche. Lo scarico è corredato da un sifone che viene riempito d’acqua facendo sì che carta igienica, feci ed urine vengano eliminate dal vaso e che non tornino indietro.

Dopo ogni impiego, per eliminare la sporcizia dalla tazza, l’utente usa un getto d’acqua (sciacquone) contenuto in un piccolo serbatoio. Grazie ad esso è possibile utilizzare quantitativi di liquido proporzionati alle proprie necessità, evitando inutili sprechi.

Alcuni water consentono inoltre di decidere la potenza e la direzione del getto.

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