VILLAGGIO OLIMPICO
via Giordano Bruno, via Pio VII, via Carlo Bossoli - 10100 TORINO (TO)
   
 
Una delle case arancioni di Steidle Architekten
Fonte immagine: Foto EP
TIPOLOGIA:
• Complesso urbano
• Quartiere

USO ATTUALE:
• Residenze, uffici, foresteria della città di Torino

USO STORICO:
• Villaggio atleti per le olimpiadi del 2006

CONDIZIONE GIURIDICA:
• Proprietà pubblica

PROGETTO E REALIZZAZIONE 2002 - 2006
• Derossi Associati

Un concorso del 2002 assegna il compito di costruire il nuovo villaggio atleti per le Olimpiadi invernali del 2006 a un folto raggruppamento guidato dal torinese Benedetto Camerana: tra i progettisti delle residenze spicca - oltre agli italiani Camerana, Giorgio Rosental e Derossi Associati - Steidle Architekten, uno tra i più raffinati studi europei specializzati in edilizia collettiva. Il tema è quello della ricomposizione di un confine urbano tra un quartiere urbano svuotato di una delle sue attività principali (il mercato) e la ferrovia, su un sito pregevole per la prossimità con il Lingotto ristrutturato, la vicinanza al centro e l'apertura verso la collina.
Il complesso è distribuito su un grande lotto rettangolare, e propone un modello insediativo relativamente nuovo per Torino: tranne che sull’angolo Sud-ovest scompare l’isolato, per lasciare spazio a un tessuto di circa 35 blocchi edilizi autonomi e ravvicinati, disposti a scacchiera in modo da creare un tessuto fitto di percorsi pedonali e piccole piazze. Realizzato in tempi strettissimi, come buona parte delle altre opere olimpiche, il villaggio riscuote un buon successo di pubblico e di critica. Nell'uso post-olimpico una parte delle abitazioni è stata destinata ad appartamenti per famiglie a basso reddito (207 alloggi), mentre i blocchi centrali del villaggio sono stati riadattati per un uso ad uffici (sede regionale dell’Arpa), con anche l’aggiunta di una «hall» a un solo piano destinata a coprire una corte; infine, nell'estate 2007, una terza parte del complesso era ancora in uso come foresteria per le manifestazioni cittadine.

Per la zona residenziale è stato adottato uno schema a scacchiera, che forma una cortina quasi compatta verso la via Giordano Bruno, e si mantiene invece più aperta verso il Lingotto. Le auto sono fermate sul perimetro, per cui la viabilità in superficie è quasi soltanto pedonale, e si articola in un sistema di corti aperte, piccole piazze e percorsi zigzaganti tra gli edifici. Gli alloggi sono di taglio assai differenziato, dai 45 ai 95 mq.
L’altezza massima degli edifici non supera i 24 metri. La superficie lorda destinata inizialmente ad appartamenti è di 54.000 m2. La relativa ripetitività dei volumi è contrastata anche attraverso la distribuzione informale delle bucature, i diversi modi di concepire balconi e logge, l’uso di colori vivaci (definiti da un apposito piano del colore). Più tradizionalmente, gli edifici costruiti su progetto di Derossi Associati sull'angolo sud-ovest ripropongono verso l’esterno, su uno spigolo che fa da provvisorio confine all’area urbanizzata, una cortina continua con porticati e negozi al piano terreno. Sia pure nell'ambito di un impiego di tecniche costruttive semplici e rapide da mettere in opera (i tempi a disposizione del cantiere furono assai ridotti), è da rilevare l'attenzione particolare prestata all'ecocompatibilità delle costruzioni, tutte dotate, in copertura, di collettori solari.

ARCHITETTURE MODERNE NEI DINTORNI:
Il villaggio olimpico e gli ex-mercati generali costituiscono nelle intenzioni dei progettisti un insieme indivisibile. Una passerella porta a valicare la ferrovia, ricollegandosi all'ex fabbrica Fiat del Lingotto (ristrutturata da Renzo Piano) da cui è possibile raggiungere in pochi minuti il complesso di Italia '61, o il Museo dell'Automobile.

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:
Una parte del quartiere è attualmente accessibile (suolo pubblico); un'altra parte lo sarà al termine della riconversione ad uffici ora in corso

FONTI:
M. FIlippi, F. Mellano, Agenzia per lo svolgimento dei XX giochi olimpici invernali Torino 2006. 2. Cantieri e opere, Electa, Milano 2006

AA.VV., Monografia Torino 2006, in Il Giornale dell'Architettura n. A. 5, n.37, febbraio, 2006


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