TIPOLOGIA: • Complesso urbano • Quartiere USO ATTUALE: • vario USO STORICO: • industriale CONDIZIONE GIURIDICA: • - - - RIUSO 1980* - n.d.* L'anno citato potrebbe non essere preciso. |
Fino alla seconda metà dell`Ottocento l`area corrispondente alla zona di via Savona, via Tortona e dintorni, faceva parte amministrativamente dei Corpi Santi. Attraversata dai corsi d`acqua del Naviglio Grande e dell`Olona, era caratterizzata dalla lottizzazione agricola, con i canali di irrigazione, i percorsi, i recinti dei campi. La trasformazione dell`area da campagna a città si avvia a partire dal 1865 grazie alla costruzione della ferrovia per Vigevano e della stazione di Porta Genova, infrastrutture che permettono lo sviluppo di attività produttive.
In pochi decenni si sono insediate Ansaldo, Bisleri, Riva Calzoni, Richard Ginori, General Electric, Osram, Loro Parisini, Nestlé. Per questo motivo, altre piccole industrie hanno collocato i loro stabilimenti nell`area; nello stesso periodo sono nate numerose botteghe artigiane, all`interno di piccoli e grandi cortili. Tra le attività artigianali, era molto nota la presenza della vetreria Bordoni, in via Savona. Le fabbriche si sono inserite nel tessuto rispettando il disegno della lottizzazione agricola precedente che seguiva i canali d'irrigazione. Contemporaneamnte si sono costruite le case per i lavoratori dando vita ad in quartiere operaio, caratterizzato da isolati molto compatti, costruiti per fasi successive, per stratificazioni, spesso case di ringhiera. Tra gli interventi di edilizia popolare, assume particolare rilievo il complesso in via Solari 40 realizzato nel 1906 su iniziativa di Prospero Moisè Loria, allora presidente della Società Umanitaria, su progetto di Giovanni Broglio. Il carattere sociale dell`intervento è testimoniato dalla presenza di spazi collettivi per gli abitanti, intorno alle corti, come l`asilo, i lavatoi comuni, la biblioteca. A partire dalla fine degli anni sessanta, con la crisi e la trasformazione dei cicli produttivi, inizia la dismissione delle fabbriche. Molte industrie abbandonano la zona, lasciando grandi aree libere.
Un intervento che può essere considerato come l`avvio di una nuova fase è Superstudio, realizzato da Flavio Lucchini e Fabrizio Ferri nel 1983 nelle rimesse delle locomotive della stazione di Porta Genova e in una fabbrica di biciclette per diventare un complesso, oggi noto a livello internazionale, di spazi dedicati alla fotografia di moda. Da questo momento numerosi artisti scelgono le strade di questa zona per aprire i loro atelier: nel 1985, Carlo Orsi, noto fotografo, apre il suo atelier in via Tortona nell`area occupata precedentemente da un sistema di officine, nello stesso anno Luciano Formica trasforma parte della Bisleri, tra le vie Savona e Solari, ricavandone i suoi laboratori di restauro.
Nel 1987 Giovanni Gastel, altro esponente di livello internazionale della fotografia di moda, sposta il suo studio da via degli Olivetani in via Tortona, convertendo un deposito di imballaggi in uno spazio di straordinaria bellezza. Nel 1988, sempre nella Bisleri, la famiglia Brancato trasferisce la sartoria teatrale che continua ancora oggi la sua attività. Nel 1991 Pinin Brambilla Barcilon, colloca i suoi laboratori negli ambienti di un`ex officina meccanica, in via Savona. Intorno a queste eccellenze numerosi giovani artisti si insediano nei vecchi spazi industriali, realizzando atelier intorno ai cortili dismessi che diventano nuovi recinti tematici. Nella seconda parte degli anni novanta l`imprenditore Alessandro Cajrati Crivelli propone, per un possibile nuovo futuro di questa zona, il modello di mix culturale con attività di respiro internazionale legate all`immagine, all`arte, al design, alla comunicazione, alla moda collocate e riunite in modo anche sinergico nelle ex industrie. In questa linea, il primo consistente intervento a partire dal 1996 è quello sull`area di via Savona 97 dove, in una fabbrica dismessa, oltre alla Domus Academy, si insediano studi di designer, di artisti e pubblicitari italiani e stranieri. In questo periodo dalle evoluzioni di Superstudio nascono Superstudio 13, Industria e ancora Superstudio Più; nel 2001 Armani colloca una sua sede e il nuovo Teatro nell`edificio Nestlé; nell`area ex Riva Calzoni si insediano, tra gli altri, la Fondazione Arnaldo Pomodoro, la società Fabbrica dei Giardini e Tod`s. In zona arrivano anche altre firme di primo piano: Esprit, Kenzo, Zegna, Hugo Boss, Gas, Stefano Giovannoni. Alcuni dei progetti per la riqualificazione dell`area portano la firma di architetti di grande fama: Tadao Ando, David Chipperfield, Antonio Citterio, Mario Cucinella. (www.turismo.comune.milano.it)
COME ARRIVARE: MM2 (Sant'Agostino); Linee:47-14-59-9-29-30-74-2.
ARCHITETTURE MODERNE NEI DINTORNI: Università Cattolica del Sacro Cuore; Monumento ai milanesi caduti in guerra.
FONTI: |