DISPENSARIO ANTITUBERCOLARE
Via Gasparolo 2 - 15100 ALESSANDRIA (AL)
   
 
Il dispensario in una foto d’epoca
Fonte immagine: M. Casamonti, p.109
TIPOLOGIA:
• Pubblica amm./Servizi
• Sanita'

USO ATTUALE:
• poliambulatorio Ignazio Gardella

USO STORICO:
• dispensario antitubercolare

CONDIZIONE GIURIDICA:
• proprietà Ente locale

PROGETTO 1933 - 1937

REALIZZAZIONE 1937 - 1938

RECUPERO 1991 - 1996

“Completato il sanatorio antitubercolare era necessario integrare la struttura esistente con un'altra per la diagnosi della malattia e per le cure di carattere ambulatoriale, una struttura che fosse anche luogo di informazione e prevenzione nei confronti della malattia e che non suscitasse il timore e l’imbarazzo dell'ospedale di degenza. Il Consorzio Provinciale Antitubercolare incarica quindi del progetto gli ingegneri Martini e Gardella, la cui opera per il sanatorio era stata molto apprezzata.

Nel 1934 viene acquistato un terreno in prossimità dell'Ospedale civile dell'area di circa duemila metri quadri. L'edificio richiesto deve ospitare uno spazio di attesa, sale per le visite mediche e per gli esami radiologici, un repartino di degenza per pochi malati, gli uffici del Consorzio e l'alloggio del custode”.
Dopo un lungo percorso progettuale, che si articola in diversi progetti e varianti redatti tra il 1933 e il 1937, il dispensario è completato nel 1938. Il 29 ottobre dello stesso anno l’edificio è inaugurato alla presenza del maresciallo Badoglio, insieme con le altre opere pubbliche completate nel corso dell’anno.
Tra il 1991 e il febbraio del 1992 viene redatto a cura di Ignazio Gardella (con la collaborazione dell'architetto Fabio Nonis) un progetto di restauro dell'edificio con destinazione a scuola per operatori sanitari. Nel febbraio del 1993 la USSL n. 70, proprietaria della struttura, incarica Gardella della supervisione artistico architettonica dei lavori e l'architetto Franco Cuttica di Alessandria della Direzione Lavori. I lavori sono completati il 25 luglio 1996, nonostante la sospensione dovuta all’alluvione dell'autunno 1994 e una parziale variazione del progetto resasi necessaria per la ridestinazione dell'edificio a struttura per poliambulatorio ospedaliero.
(da G. Montanari, 1989, pp. 29-30)

Il dispensario antitubercolare è riconosciuto come una delle espressioni più significative dell'architettura italiana degli anni Trenta. In quest’edificio sono declinati in una felice sintesi i temi principali della prassi razionalista: pianta libera e asimmetrica, terrazza-solarium e dematerializzazione della facciata; gli spazi interni accoglienti e luminosi denotano inoltre la particolare sensibilità del progettista alle esigenze emotive dei fruitori.

Sul fronte principale “le schermature esterne assumono l'importanza di grandi superfici materiche. Il piano rialzato è tamponato con pannelli in cemento con annegate all'interno mattonelle in vetrocemento, disposte con un ritmo rado in orizzontale e più serrato in verticale. La parete ha uno spessore totale di soli 3 cm, corrispondente a due mattonelle di vetrocemento accostate. La superficie, arretrata rispetto al filo esterno, è solcata da due strisce di finestre a nastro, determinando così una combinazione di luce diretta e diffusa. Al primo piano compare la famosa parete grigliata in mattoni disposti a gelosia, che occupa i cinque ottavi del fronte sud, schermando il solarium e la scala di servizio. Questa superficie si sviluppa a filo di facciata, per accentuare il contrappunto formale con il velario in pannelli di cemento e vetrocemento del piano inferiore.“

Subito dopo la realizzazione, il progetto è modificato per imposizione delle autorità; l’ingresso viene ricostruito in posizione simmetrica al centro della facciata mentre la sala d’attesa è suddivisa tra uomini e donne secondo le direttive ministeriali.

Nell'intervento di restauro eseguito negli anni Novanta Gardella ha potuto riproporre le forme originarie della sua progettazione, riportando quindi l'ingresso nella posizione originaria, e conservare pressoché integralmente la maggior parte degli aspetti costruttivi ed architettonici della sua opera.

(da S. Guidarini, 2002, p. 40)


ARCHITETTURE MODERNE NEI DINTORNI:
Di fronte al dispensario si affaccia il coevo laboratorio di igiene e profilassi (1937-39), opera dello stesso Gardella, mentre, proseguendo in fondo alla Via Gasparolo, si giunge sullo Spalto Marengo dove si attesta l’Ospedale infantile "Cesare Arrigo" di cui Gardella ha realizzato il padiglione pediatrico (1956-57).

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:
L’edificio è accessibile in orario di apertura al pubblico ed è possibile quindi accedere all’interno del giardino e della sala d’attesa al piano rialzato; tuttavia per la particolarità del luogo è consigliato rivolgersi all’Azienda Ospedaliera "SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo".

INFORMAZIONI UTILI:
Telefono: Poliambulatorio “I. Gardella” tel. 0131-206873, Azienda Ospedaliera "SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo" - Ufficio relazioni con il pubblico (U.R.P.) tel. 0131-206648 / 0131-206774
E-mail: urp@ospedale.al.it Note: E-mail dell'Azienda Ospedaliera "SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo", Ufficio relazioni con il pubblico (U.R.P.)
Sito: http://www.ospedale.al.it

FONTI:
G. Montanari, Razionalismo in Alessandria: città e architetture del Regime, Dell'Orso, Alessandria 1989
G. Montanari, M. Mantelli, Ritratti di architetture. Sessant’anni di attività di Ignazio Gardella ad Alessandria, catalogo della mostra, 23 gennaio-21 febbraio, -, Alessandria 1993
S. Guidarini, Ignazio Gardella nell’architettura italiana. Opere 1929-1999, Skira, Milano 2002
M. Casamonti (a cura di), Ignazio Gardella architetto 1905-1999. Costruire le modernità, Electa, Milano 2006
S. Polano, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991

http://www.docomomo.uniroma2.it/montanari.html

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