TIPOLOGIA: • Industria ed impianti produttivi • Laboratorio sperimentale USO ATTUALE: • Rurale USO STORICO: • Stalla e fienile CONDIZIONE GIURIDICA: • Proprietà privata PROGETTO E REALIZZAZIONE 1957 - 1958 |
La Cooperativa agricola I-Rur fa parte del piano di riordinamento urbanistico e rurale del Canavese, a suo tempo voluto da Adriano Olivetti, che ideò l’I-Rur (Istituto per il Rinnovamento Urbano e Rurale del Canavese), un ente di consulenza agraria. Proprio Olivetti, dopo aver visto il suo operato sulle pagine di Casabella, decise di affidare a Raineri l’incarico di progettare la Cooperativa di Montalenghe.
Tale intervento rientrava nei programmi legati all’iniziativa del Movimento di Comunità, mirante a modernizzare l’agricoltura e ridare fiato all'economia contadina del canavese, rimediando al frazionamento della proprietà e realizzando attrezzature e servizi sul territorio. Questo progetto oltre a essere oggetto di pubblicazioni nel 1962 vinse la targa In-arch insieme alla scuola di via Monfalcone a Torino dello stesso Raineri. L'edificio, ben conservato fino al 2005, è oggi in corso di trasformazione per un nefasto adattamento a un uso residenziale.
Il complesso di edifici agricoli della cooperativa consta di due stalle con annesse concimaie e di una lunga tettoia fienile. La stalla n. 1, progettata dall’architetto Raineri con la collaborazione di Antonietta Roasio e sviluppato insieme ai tecnici agrari della zone, è l’edificio più importante del complesso. Infatti la concezione architettonica del manufatto deriva dalle impostazioni dei tecnici agrari che pensarono la sistemazione della stalla a una sola fila di animali, con il fienile retrostante in funzione anche di isolamento termico.
Si presenta come un lungo edificio che si snoda a cavallo di un lungo muro di spina realizzato in mattoni. L’elemento unificante della copertura, realizzata in tegole marsigliesi, contribuisce a realizzare un effetto di apparente simmetria. In sezione l’edificio risulta composto da due parti, differenziate per il diverso trattamento della copertura e per le funzioni ricavate all’interno. Una parte è adibita a fienile, posta sotto una tettoia aperta, appoggiata al muro di spina e areata per mezzo di una porzione di parete grigliata a losanghe, l’altra è costituita dalla stalla vera e propria, dove l’aria entra attraverso grandi finestre e camini. Portoni di legno mettono in comunicazione le due zone, mentre locali di servizio e stalle di piccole dimensioni sono posti alle estremità delle due testate. La costruzione è in mattoni portanti, i solai sono lasciati a vista e sulle falde aperte della copertura non esistono discese pluviali verticali, infatti i compluvi scaricano mediante apposite docce. La struttura delle coperture si presenta diversificata: il fienile è costituito da un’orditura lignea, appoggiata su capriate in legno, mentre la stalla è coperta da un tavolato laterizio legato alla muratura da un cordolo cementizio da cui parte una soletta di cemento armato che fa ombra sulla facciata.
COME ARRIVARE: Prendere la A5/E612 in direzione Aosta/Monte Bianco/Gran Sanbernardo fino a San Giorgio Canavese
FONTI: Tamara Del bel Belluz, Giorgio Raineri architetto, Celid, Torino 1988
Daniele Boltri et al, Architetture olivettiane a Ivrea, Fondazione Olivetti - Gangemi, Roma 1988
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